Piano di Gestione Informativa BIM: Guida completa in 7 punti chiave per progetti efficaci.
Che cos’è il Piano di Gestione Informativa BIM (PGI)?
Il Piano di Gestione Informativa BIM (PGI), o BEP – BIM Execution Plan secondo la normativa ISO 19650, è il documento strategico che definisce le regole per l’organizzazione, lo scambio e il controllo delle informazioni in un progetto basato su Building Information Modeling.
Nel contesto della digitalizzazione degli asset e della gestione intelligente degli edifici, il PGI è un elemento chiave. Specifica come, quando e da chi devono essere prodotte, aggiornate e condivise le informazioni, in ogni fase del ciclo di vita dell’opera: dalla progettazione fino alla manutenzione operativa.
A cosa serve un Piano di Gestione Informativa BIM
Un PGI ben strutturato permette di:
- Allineare committenti, progettisti, imprese e gestori su modalità informative condivise
- Stabilire flussi di dati coerenti nel tempo
- Garantire la qualità e la tracciabilità del modello BIM
- Favorire il coordinamento interdisciplinare e ridurre conflitti informativi
- Fornire una base dati affidabile per software di Facility e Asset Management
📌 Nota: senza un PGI chiaro, i dati prodotti nei progetti BIM rischiano di non essere riutilizzabili nella fase di gestione operativa, compromettendo l’interoperabilità con sistemi FMS (Facility Management Software) come Geomap.

I 7 contenuti chiave di un Piano di Gestione Informativa BIM
1. Obiettivi informativi del progetto
Esplicitano le finalità del modello informativo: progettazione, computo metrico, costruzione, gestione e manutenzione.
2. Ruoli e responsabilità
Vengono identificati i ruoli BIM principali:
- BIM Manager
- BIM Coordinator
- BIM Specialist
- CDE Manager (Responsabile dell’ACDAT)
3. Requisiti informativi
Definiti a partire dalle esigenze del committente:
- AIR (Asset Information Requirements)
- PIR (Project Information Requirements)
- EIR (Exchange Information Requirements)
4. Processi e fasi di modellazione
Descrivono:
- Tempi di consegna e milestone
- LOD (Level of Development), LOI (Level of Information) e LOIN (Level of Information Need)
- Formati aperti (es. IFC, COBie)
- Workflow approvativi
5. Standard e convenzioni
Stabiliscono regole comuni su:
- Naming e codifica degli oggetti
- Sistemi di riferimento spaziale
- Tolleranze e accuratezze
6. Common Data Environment (CDE)
Il CDE (noto in Italia come ACDAT) è il cuore digitale del progetto:
una piattaforma centralizzata per l’archiviazione, approvazione e distribuzione dei documenti e modelli informativi. Il PGI definisce:
- Struttura delle cartelle
- Livelli di accesso
- Cicli di revisione e validazione
- Tracciabilità degli aggiornamenti
🧩 L’integrazione tra CDE e software FMS consente il passaggio fluido dal progetto alla gestione post-operativa.
7. Controllo qualità informativa
Include tutte le attività di verifica, validazione e audit previste per assicurare che i modelli informativi rispondano agli standard contrattuali e normativi.
Le norme di riferimento: UNI 11337 e ISO 19650
- UNI 11337-5 e 11337-6: definiscono i contenuti e la struttura del PGI in Italia
- ISO 19650-1 e 19650-2: regolano la gestione informativa a livello internazionale
Pur con terminologie differenti (PGI vs BEP), l’obiettivo è comune: assicurare la qualità e la riusabilità dei dati lungo tutto il ciclo di vita.
PGI precontrattuale e postcontrattuale
Il PGI si articola in due fasi:
- Precontrattuale: redatto in fase di gara, descrive l’approccio informativo proposto
- Postcontrattuale: aggiornato dopo l’affidamento, diventa documento operativo ufficiale
Come redigere un Piano di Gestione Informativa efficace
✅ Usa template aggiornati (UNI o ISO)
✅ Includi il BIM Manager nella fase iniziale
✅ Definisci chiaramente il CDE/ACDAT
✅ Prevedi strumenti per il controllo della qualità
✅ Integra il PGI con sistemi informativi per la gestione operativa (FMS)
Focus: il legame tra PGI e Facility Management
Nel Facility e Asset Management, disporre di un PGI ben redatto significa poter contare su dati strutturati e pronti per:
- l’inventario degli asset
- la manutenzione predittiva
- l’analisi energetica
- la gestione dei contratti e degli SLA
Il PGI è il ponte tra progettazione e gestione. È ciò che permette a un modello BIM di diventare un digital twin operativo, integrabile nei software come Geomap FMS, dove ogni asset è tracciabile, aggiornabile, interrogabile.
Caso d’uso: il PGI in un progetto universitario
In un recente progetto per la realizzazione di un nuovo campus universitario, il Piano di Gestione Informativa BIM ha permesso di:
- allineare sin da subito il team di progettazione, la direzione lavori e il gestore dell’edificio sugli obiettivi informativi;
- impostare un Software di Condivisione dei Dati efficiente, garantendo versionamento, accessibilità e tracciabilità dei modelli;
- definire LOD e LOI progressivi, utili non solo in fase di cantiere ma anche per l’integrazione diretta con il software di Facility Management adottato dal committente.
📌 Il risultato? Al termine dei lavori, l’intero patrimonio informativo è stato trasferito nel sistema FMS, permettendo una gestione operativa fluida e intelligente sin dal primo giorno di utilizzo.
Conclusione: il PGI come garanzia di efficienza e valore
Un Piano di Gestione Informativa BIM non è un obbligo burocratico: è una leva per ridurre errori, migliorare la collaborazione e massimizzare il ritorno dell’investimento digitale.
Un buon PGI:
- abilita la gestione intelligente del costruito
- aumenta la qualità del progetto
- riduce i rischi contrattuali
- valorizza i modelli BIM nel tempo



