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HBIM: 7 motivi per cui è il futuro della gestione degli edifici storici

HBIM: 7 motivi per cui è il futuro della gestione degli edifici storici

L’HBIM – acronimo di Historic Building Information Modeling – è una metodologia digitale innovativa che sta trasformando radicalmente il modo in cui gestiamo, conserviamo e valorizziamo il patrimonio storico e architettonico. A partire dal rilievo laser scanner 3D, questa tecnologia consente di rappresentare con precisione millimetrica gli edifici storici in modelli tridimensionali intelligenti.

In questo articolo esploriamo cos’è l’HBIM, perché è così strategico per la conservazione e quali vantaggi offre rispetto alle tecniche tradizionali.


Che cos’è l’HBIM e come funziona

L’HBIM è un’estensione del Building Information Modeling applicato a edifici storici, monumenti e beni culturali. Il suo scopo è quello di raccogliere e strutturare dati architettonici, costruttivi e storici in un unico modello digitale 3D, facilmente consultabile e aggiornabile.

Il processo si avvia con un rilievo con laser scanner 3D e/o fotogrammetria, che permette di acquisire milioni di punti nello spazio (nuvola di punti). Successivamente, questi dati vengono elaborati in ambiente BIM, restituendo un modello virtuale completo, spesso in formato IFC (standard aperto e interoperabile).

Nel contesto della metodologia, si presta particolare attenzione anche agli elementi artistici e culturali (affreschi, cornicioni, stucchi, materiali originali), integrando dati diagnostici, storici e documentali.


Perché è fondamentale per la conservazione del patrimonio

Fino a pochi anni fa, la documentazione relativa agli edifici storici era frammentata: disegni su carta, fotografie, relazioni e appunti archiviati in luoghi diversi. Questo rendeva difficile avere una visione complessiva, ostacolando restauri, manutenzioni e piani di valorizzazione.

Con l’introduzione del BIM per edifici storici:

  • tutti i dati sono raccolti in un unico modello digitale;
  • il processo decisionale è più veloce e fondato su dati oggettivi;
  • si possono monitorare nel tempo eventuali variazioni strutturali;
  • si facilita l’interoperabilità tra enti, progettisti, restauratori e PA.

I principali vantaggi dell’HBIM

  1. Accuratezza e riduzione degli errori
    Il rilievo laser 3D consente una precisione inarrivabile con tecniche manuali. La modellazione informativa del patrimonio riduce i margini di errore e permette una progettazione mirata.
  2. Documentazione completa e accessibile
    Tutte le informazioni (storiche, diagnostiche, impiantistiche) sono disponibili in tempo reale nel modello 3D.
  3. Collaborazione tra professionisti
    Architetti, ingegneri, restauratori e stakeholder possono lavorare contemporaneamente sul modello.
  4. Pianificazione della manutenzione preventiva
    L’HBIM consente di impostare piani di conservazione predittivi, migliorando l’efficienza e riducendo i costi.
  5. Riduzione dei costi di intervento
    Grazie all’ottimizzazione dei processi, l’investimento iniziale viene ammortizzato nel medio periodo.
  6. Sostenibilità
    Gli interventi sono più mirati, si evitano sprechi di materiali e si migliora l’efficienza energetica degli edifici.
  7. Valorizzazione digitale del patrimonio
    I modelli HBIM possono essere utilizzati anche in contesti museali, turistici e formativi.

Sfide e ostacoli nell’adozione

  • Rilievo complesso: gli edifici storici richiedono tecnologie avanzate e competenze specialistiche.
  • Gestione dei dati: serve una selezione accurata delle informazioni per evitare sovraccarichi.
  • Mancanza di standard condivisi: ad oggi, non esiste un protocollo univoco per la tecnologia per la digitalizzazione del costruito storico.
  • Formazione: è necessaria una cultura digitale trasversale, che integri saperi storici e tecnologici.

Esempi di successo: dall’Italia a Notre-Dame

Tra le esperienze significative seguite da Geomap, spiccano:

  • Università storiche italiane che hanno avviato progetti HBIM per migliaia di mq di patrimonio immobiliare.
  • La Basilica di Santa Caterina d’Alessandria in Puglia, dove l’HBIM ha supportato attività di rilievo, catalogazione e valorizzazione.
  • Il caso internazionale della Cattedrale di Notre-Dame: dopo l’incendio del 2019, l’intervento di restauro è stato guidato da un modello HBIM realizzato con scansione pre-evento.

Il ruolo di Geomap nell’HBIM

Con oltre 20 milioni di mq rilevati, Geomap è tra le aziende leader nella digitalizzazione del patrimonio storico. Offriamo:


Conclusioni: l’HBIM è il futuro della gestione storico-architettonica

L’HBIM rappresenta un’evoluzione necessaria per chi si occupa della gestione di beni culturali. È lo strumento ideale per proteggere il passato e, al tempo stesso, costruire un futuro più consapevole, efficiente e sostenibile.


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